Nino Franco Grave di Stecca Spumante Brut 2017
Tipologia: Spumante Metodo Charmat
Denominazione: Assente
Paese: Italia
Regione: Veneto
Annata: 2017
Vitigni: Glera
Dosaggio: Brut
Volume Alcolico: 12,00%
Formato: 750 ml
Temperatura di servizio: 6-8° C
Allergeni: Solfiti
Consigliato con: Fish & Chips
DESCRIZIONE
Giallo paglierino, brillante con intensi profumi di frutta matura, erbe aromatiche come la salvia e intense note minerali di pietra focaia. All’assaggio è secco, cremoso, profondo e complesso, con un finale setoso e persistente caratterizzato da un tocco di mandorla tostata. Bollicine fitte e dalla dolce mobilità.
Le uve di Grave di Stecca provengono da un vigneto speciale a Valdobbiadene, circondato da un alto muro di pietra che lo protegge dall’ambiente esterno, creando un vero e proprio clos, ovvero un vigneto cintato, rarissimo nella zona del Prosecco. Pedologia e microclima della zona regalano uno spumante con caratteristiche straordinarie, profondissimo e complesso.
ABBINAMENTI
Adatto ad ogni occasione, da sorseggiare come aperitivo e da godere a tutto pasto. Abbinamento sublime con prosciutto, frutti di mare, fish & chips e tempura di gamberi e verdure.
PRODUTTORE
Antonio Franco fu un onesto mercante di vino. Il figlio Giovanni, detto Nino, iniziò a produrre spumanti. Ma è stata la quieta rivoluzione di Primo Franco, il nipote, ad innescare la scintilla di un cambiamento, aprendo ai suoi Prosecco di Valdobbiadene le porte dei migliori ristoranti al mondo. A Primo si deve il coraggio di aver attraversato il Piave, lasciandosi alle spalle un mondo contadino chiuso sulle sue stesse abitudini. La new wave dei Prosecco di Primo - autoriali, intimi e identitari - è la somma delle sue esperienze, in cui confluiscono viaggi, incontri, frequentazioni con chef e gastronomi della Nouvelle Cuisine, gli studi di enologia e l’amore per l’architettura, le chiacchiere e le bevute con gli amici. Oggi, dopo un secolo di storia, Nino Franco è l’icona del Prosecco di Valdobbiadene. Nel rispetto assoluto del suo territorio d’appartenenza, ha saputo scardinare, con la qualità e la fantasia, i pregiudizi su di un vino facile e standardizzato, appannaggio di una cultura rustica e pragmatica. Silvia, quarta generazione dei Franco, segue la tradizione famigliare nella conduzione della cantina.